Le 5 strategie social di Pepsi

Il portale Social Media Today ha pubblicato un articolo molto interessante relativo alle strategie di social media marketing di Pepsi, indirizzato a un target di utenza di età compresa tra i 18 e i 35 anni (U.S.A) per i quali è stata ideata la campagna Live For Now.

I pilastri della comunicazione della campagna social consistono in:

  • consumer engagement,
  • user-generated content,
  • data aggregation,
  • geo-local,
  • inbound marketing.

Consumer Engagement dinamico

La strategia di Pepsi si dimostra vincente in quanto brand in linea con le necessità del proprio audience:
“Pepsi sa che se si vuole essere significativi per i nuovi tipi di consumatori, si deve andare nei posti che frequentano, essere dove sono loro, parlare il loro stesso linguaggio” e “bisogna farli sentire parte del brand”, sostiene Brian Solis di Altimeter Group.

User Generated Content

Pepsi ha creato una dashboard sul proprio sito (pepsi.com) in cui i commenti di Facebook e Twitter degli utenti sono visualizzati, grazie anche alla condivisione dell’hashtag #LiveForNow.
In questo modo Pepsi dimostra di avere attenzione nei confronti di ciò che le persone desiderano e di cui parlano.

Data Aggregation

Diversamente dai media tradizionali, i social media permettono di conoscere perfettamente le statistiche relative all’età media, il sesso, i dati demografici e gli interessi del proprio pubblico. Questo permette a Pepsi di definire costantemente il proprio modello di engagement dell’utenza, adattandolo ogni volta ai dati reali.

Geo-local Reach

Grazie alla tecnologia mobile, Pepsi può conoscere in modo preciso i luoghi frequentati dagli utenti, strutturando così il marketing basato sulla location. Anche questa strategia permette di definire in modo sempre più preciso il bacino di utenza e di conoscere le sue abitudini.

Inbound Marketing

Pepsi sa benissimo che il novo mercato elimina le vecchie forme di marketing, che gli utenti non sono più i “consumatori” dei messaggi promozionali di dieci o venti anni fa. Gli utenti vogliono un canale diretto con il brand, in modo da avere vantaggi da questo rapporto.
Ne consegue che sia l’utente sia l’azienda potranno ricevere benefici da questo scambio, si pensi all’accesso a bonus, sconti o contenuti speciali da parte del singolo utente e ai ricavi su larga scala da parte di Pepsi.

(Fonte: Socialmediatoday.com, 17/05/2012)

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I grandi brand alla conquista del mondo (Social)

Di seguito proponiamo un’infografica di SocialBakers molto interessante, che riguarda la spinta che i grandi marchi mondiali cercano di attuare nelle attività di engagement dei fan sulla piattaforma Facebook.

Nei grafici si può notare come i brand (Coca-Cola, Starbucks, Converse, L’Oreal, per citarne alcuni) abbiano registrato una crescita nell’ultimo anno.

Il loro tentativo è quello di conquistare la totalità dell’utenza, ovvero anche quell’83% di potenziali fan espresso all’inizio dell’infografica:

“With only 17% of the Facebook members residing in the U.S., major brands are making a push into global markets to capture the other 83%.”

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Azioni più alte per il debutto in borsa di Facebook

Facebook gioca al rialzo: le sue azioni in borsa saranno stimate con un prezzo che si aggira tra i 34 e i 38 dollari ciascuna (non più 28-35 come si pensava fino a qualche giorno fa), totalizzando così una valutazione di 104 miliardi di dollari per la società.

Mark Zuckerberg ha riservato per sè il 57,3% delle azioni, in modo da garantire la sua posizione di proprietario della società e quindi la possibilità di compiere scelte decisionali.

In quanto maggior azionista sarà anche la persona che più guadagnerà dall’entrata in borsa di Facebook, si prevede infatti che il singolo titolo azionario possa crescere fino ai 44-46 dollari.

La quotazione del social network porterà sicuramente a una crescita economica per l’azienda, crescita che ci si augura possa riflettersi anche sulla qualità del servizio per gli utenti, sia in termini di sviluppo tecnologico sia in termini di valore contenutistico e assistenza.

 

 (Fonte: Repubblica.it 15/05/2012)
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Google Play, libri per Android, pc e iOS

Google Play è una piattaforma cloud dedicata all’intrattenimento che permette anche l’acquisto di libri in formato digitale.

L’Italia è il primo paese di lingua non inglese a utilizzare Google Play, mettendo a disposizione oltre 2 milioni di titoli, per merito di un accordo con alcuni editori del Paese. Tra questi si distinguono i nomi di Mondadori, Einaudi, Piemme, Sperling&Kupfer e Rizzoli. Il costo più alto per singolo libro non supererà i 9,99 euro.

La tecnologia cloud consente di accedere al libro da qualsiasi dispositivo fisso o mobile, in in modo sincronizzato. I reader compatibili sono numerosi (circa 80) e l’applicazione potrà essere disponibile anche per iOS.

I vantaggi per i lettori sono innumerevoli, non solo per l’esiguo costo degli ebook, ma soprattutto per la praticità che la condivisione su qualsiasi supporto porta con sé: non è necessario uscire di casa con il libro che si vuole leggere perché sarà l’intera biblioteca a seguirti.

(Fonte: Repubblica.it 08/05/2012)

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Il futuro dei Social Network sta in un palmo di mano

Quando ci alziamo, la prima cosa che facciamo è controllare se ci sono arrivati dei nuovi messaggi sul cellulare dai contatti dei nostri network. La seconda è usare il cellulare per aggiornare il proprio status su Facebook o Twitter.

Usciti di casa, guardiamo le altre persone che per strada, sui mezzi o in auto, non parlano più al telefono, ma sul loro smartphone digitano messaggi o condividono contenuti.

Applicazioni come Foursquare permettono di far sapere la nostra posizione geografica agli altri utenti e Instagram documenta la quotidianità attraverso la condivisione delle foto in tempo reale.

La condivisione in tempo reale è quel valore aggiunto che determinerà il sempre più crescente interesse del mondo social nei confronti dei dispositivi mobile. Il cellulare può essere definito come una sorta di filo rosso che unisce le persone costantemente, in ogni momento della vita, grazie alla sua unione con i sistemi social.

Questa direzione porterà ad un affinamento di tutti quegli strumenti che permettono di circoscrivere le offerte secondo target sempre più definiti. Camminando per strada non verremo avvisati con una notifica per ogni ristorante che si incrocia, ma soltanto per il ristorante che ci interessa.

La condivisione della propria vita sui social media non deve essere un’azione giudicata solo da un punto di vista distruttivo: le aziende controllano quello che facciamo per venderci dei prodotti. Esiste anche l’altra faccia della medaglia: condividendo i nostri gusti e le nostre opinioni potremo ottenere in maniera più rapida e precisa ciò che cerchiamo e desideriamo.

 

(Fonte: Mashable, 07/05/2012)

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Tra 20 anni diremo addio alla carta stampata, parola di Mr. Murdoch

Rupert Murdoch, a seguito dell’inchiesta sul caso di spionaggio giornalistico nel Regno Unito, ha rilasciato dichiarazioni in merito al futuro della carta stampata.

“Internet è arrivato, si è sviluppato come una fonte di notizie, e oggi è all’interno del nostro spazio vitale: io credo sia responsabile per la diminuzione delle vendite dei giornali”.

Rupert Murdoch, CEO NewsCorp

Le sue affermazioni, che sostengono la previsione di una morte certa dei giornali cartacei, sembrano basarsi anche su un dato pratico e non solo sul progresso tecnologico: “Arriverà il giorno in cui non potremo permetterci i camion e le rotative di grandi dimensioni”.

Secondo il suo punto di vista, l’esperienza tattile di lettura di un giornale o di un libro farà fatica ad essere sostituita definitivamente da quella su tablet o supporti elettronici futuri, infatti per Murdoch il passaggio non avverrà – come molti sostengono – entro 5 o 10 anni, ma almeno 20.

Il segreto del successo, quindi, deve basarsi sulla qualità dell’offerta: contenuti affidabili, approfondimenti, multimedialità. I quotidiani su tablet dovranno quindi offrire un’esperienza di lettura e fruizione delle news unica, preferibile alla dimensione tattile della carta.

“Io amo i quotidiani, davvero. I miei azionisti vorrebbero invece che me ne sbarazzassi”.

Murdoch ha anche aggiunto: “Chiedo di stare attenti. Fra 10 anni potrebbe non esserci nessuna stampa da regolamentare. In breve, sono pronto a scommetterci dei soldi, ci saranno miliardi di tabloid: sono gli smartphone della gente”.

 

(Fonte: Skande.com e Ansa.it)

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Google e il nuovo algoritmo

Il 25 aprile Google ha annunciato (sul Google WebMAsterCentral) che nei prossimi giorni rilascerà un algoritmo per contrastare le ormai diffuse tecniche di spamming.

Il fine è sempre quello di dare maggior spazio ai contenuti, alla qualità dei testi all’interno dei siti e quindi di penalizzare le tecniche di posizionamento SEO poco corrette.

Questo imminente aggiornamento algoritmico dovrebbe incidere su circa il 3% delle SERP in lingua inglese, fino a punte del 5% per le lingue con un alta presenza di webspam.

Dopo Google Panda nel 2011 che impattò sul 13% delle SERP mondiali, si prevede un’altra operazione di epurazione, benché più limitata nelle conseguenze. L’inserimento dell’algoritmo porterà a risultati in 3 differenti aree:

  • Keyword Stuffing
  • Schemi di Link
  • Article Spinning

  1. Keyword Stuffing, tecnica di spam molto diffusa per posizionare la pagina sui motori di ricerca, si basa sulla manipolazione dei contenuti in modo innaturale, attraverso la densità e la distribuzione ravvicinata delle keyword. Quante volte vi sarà capitato di entrare in un sito in cui la parola chiave è ripetuta in modo costante in un unico blocco di testo? Spesso senza nemmeno la presenza di una frase di senso compiuto.
  2. Schemi di Link, strategia utilizzata per aumentare il numero di backlink verso il rporpio sito, in modo da incrementare il ranking di determinate keyword e lo scambio di link, anche a pagamento. Per questo l’operazione di Google mira a favorire lo scambio di link in modo gratuito, senza strategie, ma spontaneamente.
  3. Article Spinning, attraverso la creazione di differenti versioni dello stesso contenuto (cambiano le parole chiave), molte agenzie riescono a vendere i medesimi testi a più clienti. A volte queste pratiche sono fatte meccanicamente non solo da persone in carne e ossa, ma da calcoli matematici.

Si spera che questo aggiornamento possa portare a una ricerca più precisa e favorire l’emersione di quei contenuti di valore, a scapito delle tecniche scevre della qualità che gli utenti ogni giorno cercano digitando su Google.

Il nuovo SEO dovrebbe puntare sull’agevolazione della ricerca dei contenuti, strutturando siti funzionali e favorendo il recupero di informazioni utili per l’utente.

 

 

(Fonte: Cepar.eu del 25/04/2012)

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Arriva Tamaggo

La prima fotocamera consumer oriented in grado di scattare fotografie a 360° uscirà a maggio.
Dalla forma a uovo, si presenta molto piccola e leggera; Tamaggo è già dall’aspetto un oggetto dal successo assicurato.

Dispone di un sensore di 14 megapixel in grado di scattare immagini panoramiche di alta qualità: puntando la lente verso l’alto, la macchina fotografica riuscirà a dare il meglio di sè, scattando una foto che ritrarrà l’intero ambiente circostante.

Questo piccolo fenomeno non poteva che essere anche social oriented. Grazie alla connessione wi-fi, Tamaggo permette di condividere gli scatti all’interno di qualsiasi social network.

 

Le caratteristiche tecniche:

  • microschermo circolare LCD da 2 pollici
  • sensore d’orientamento automatico dell’inquadratura (se orientata verso l’alto la foto sarà di 360°, se ai lati di 180°)
  • connessione wi-fi, Bluetooth e via cavo Mini USB
  • peso inferiore a 2 etti
  • compatibile con device di ogni tipo

E il prezzo?
249 dollari, meno di 200 euro.

Si prevede un’invasione di scatti a 360° su Facebook!

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Vietato condividere le foto alle Olimpiadi di Londra

In quelle che vengono sponsorizzate come le Olimpiadi più social, con la possibilità di usufruire di contenuti extra, biglietti omaggio e di seguire da vicino gli atleti, emergono le prime contraddizioni in termini.
Con l’acquisto dei biglietti si è obbligati ad accettare la condizione di divieto di condividere le fotografie e i video delle competizioni sui social network.

Images, video and sound recordings of the Games taken by a Ticket Holder cannot be used for any purpose other than for private and domestic purposes and a Ticket Holder may not license, broadcast or publish video and/or sound recordings, including on social networking websites and the internet more generally, and may not exploit images, video and/or sound recordings for commercial purposes under any circumstances, whether on the internet or otherwise, or make them available to third parties for commercial purposes.

 

Questo significa niente sharing su Facebook, Twitter, Instagram, ecc. Nessuno potrà scrivere di essere alle Olimpiadi pubblicando foto di conferma e taggandoci gli amici.

Sarà difficile per Londra riuscire a contenere o limitare la diffusione delle foto tra i vari social media, gli utenti hanno già dimostrato più volte di essere in grado di sovvertire le regole a favore della condivisione dei contenuti.

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L’importanza di chiamarsi Esperto

Pubblicizzare i propri prodotti o il proprio business attraverso contenuti di significato è uno dei principali aspetti che riguardano i social media.

Il Content Marketing non si limita alla promozione di uno sconto o di un’offerta speciale, ma si estende alla costruzione di una reputazione, di una coerenza di pensiero e quindi a una stabilità di immagine aziendale.

Il raggiungimento di un’interazione stabile con il proprio audience è molto differente rispetto ai classici modi di fare marketing spiccio, quando il prodotto da promuovere non è orientato verso gli utenti, ma verso le aziende. Il Marketing per servizi e prodotti B2B dipende dalla consolidazione di lunghi rapporti e da una conoscenza specializzata nel settore in cui si deve operare.

Marketing B2B, perché è importante essere esperti

Le aziende che necessitano di un aiuto esterno cercano persone in grado di comprendere i valori e i contenuti che intendono veicolare attraverso la campagna marketing. E’ sempre difficile per i clienti business far capire in modo preciso i propri scopi, per questo – in genere – preferiscono relazionarsi con persone esperte anche nella loro materia.

Come si fa a essere ritenuto un esperto?

Ognuno è esperto nella propria materia. La cosa importante è far capire alle persone in che cosa si eccelle per essere ritenuti degni della loro fiducia. E’ quindi importante far sì che le aziende possano riconoscere in voi dei professionisti competenti, magari attraverso le vostre esperienze precedenti, gli interessi e le attitudini.

Sembra scontato dirlo, ma il modo migliore per apparire esperti è quello di svolgere un lavoro eccellente e avere clienti felici.

Parlare e scrivere delle proprie conoscenze, raccontare i progetti che si sono svolti, far conoscere alcune battaglie affrontate dà senz’altro una marcia in più per essere ritenuti in grado di realizzare il progetto. Non dite di essere esperti, ma raccontate sui social o sul vostro blog gli aspetti che possano farvi ritenere tali dalle persone.

 

(Fonte: Social Media Today)

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